Cucina greca in gravidanza: feta, tzatziki e souvlaki

Feta, tzatziki, souvlaki, moussaka: la cucina greca è ricca di verdure, legumi, olio extravergine e pesce, ed è quindi in larga parte compatibile con la gravidanza. Alcuni punti però meritano attenzione al ristorante: i formaggi, le salse fredde, le carni alla griglia e i piatti preparati in anticipo. Ecco una guida pratica, basata sulle indicazioni di NHS, EFSA e ISS/EpiCentro.

Feta e formaggi greci: conta la pastorizzazione

Secondo il NHS britannico, i formaggi a pasta molle come feta, mozzarella o halloumi sono accettabili in gravidanza se prodotti con latte pasticcerizzato, mentre il rischio principale è legato al latte crudo e alla listeria. Al ristorante la domanda utile è semplice: «La feta è fatta con latte pastorizzato?». Nella grande distribuzione la risposta è quasi sempre sì, ma nei locali che usano prodotti artigianali o importati conviene chiedere.

Il saganaki (formaggio fritto) e l’halloumi alla griglia hanno il vantaggio di essere cotti, ma devono arrivare in tavola ben caldi, non tiepidi.

Tzatziki, hummus e salse fredde

Lo tzatziki è fatto con yogurt, cetriolo, aglio e olio. Lo yogurt pastorizzato è sicuro; il punto critico è come viene conservato. Le salse fredde preparate in anticipo vanno tenute in frigorifero a temperatura controllata (in genere 4 °C o meno) e consumate entro i tempi stabiliti dal piano HACCP del locale. Come regola generale, l’ISS/EpiCentro raccomanda in gravidanza di prestare attenzione ai cibi pronti conservati a lungo in frigorifero, perché la Listeria monocytogenes può moltiplicarsi anche a basse temperature.

Un buon segnale è un ristorante che prepara le salse in giornata e sa dirvi quando sono state fatte.

Verdure crude e insalata greca

L’insalata greca (pomodori, cetrioli, cipolla, olive, feta) è un’ottima fonte di fibre e vitamine, ma le verdure crude vanno lavate con cura: la toxoplasmosi si può contrarre anche da terra residua su ortaggi non lavati. Se la gravidanza è seguita con attenzione alla toxoplasmosi (in Italia molte donne non sono immuni), chiedere come vengono lavate le verdure è del tutto legittimo.

Souvlaki, gyros e carni alla griglia

Qui la regola è la cottura completa. Gli spiedini (souvlaki) devono essere cotti al cuore, senza parti rosate. Per il gyros, la carne che ruota sullo spiedo viene tagliata a strati: la fetta servita deve essere ben calda e cotta, e non ripresa da una porzione tiepida. Se avete dubbi, potete chiedere che la carne venga passata sulla piastra prima di essere servita.

Evitate polpette o keftedes poco cotte e preferite quelle appena fritte o cotte al forno.

Piatti al forno e preparazioni in anticipo

Moussaka, pastitsio e spanakopita sono piatti che spesso vengono preparati in teglia e riscaldati a porzione. Vanno serviti bollenti (fumanti) in tutta la porzione, non tiepidi. Se il piatto arriva tiepido al centro, rimandatelo in cucina senza imbarazzo: è una richiesta ragionevole.

Anche i dolmades freddi (foglie di vite ripiene) sono preparazioni da refrigerare: chiedete se sono fatti in casa e di quando.

Pesce e frutti di mare

Polpo e calamari alla griglia o fritti sono scelte adeguate se ben cotti. Evitate il pesce crudo o marinato a freddo. Per il pesce spada e il tonno, che possono contenere più mercurio, seguite le indicazioni sul consumo limitato.

Bevande e dolci

Ouzo, raki e vino greco contengono alcol, che in gravidanza è meglio evitare del tutto. Alternative: acqua con limone e menta, o tè freddo (attenzione alla caffeina totale). Baklava e yogurt greco con miele sono invece compatibili con la gravidanza; ricordate solo che il miele è controindicato nei neonati sotto l’anno, non nelle donne in gravidanza. Attenzione ai frutti a guscio (pistacchi, noci) se avete allergie.

Le domande da fare al cameriere

  • La feta e gli altri formaggi sono fatti con latte pastorizzato?
  • Le salse fredde sono preparate oggi?
  • La carne dello spiedo o del gyros è cotta completamente e servita calda?
  • Come vengono lavate le verdure crude?

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Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o dell’ostetrica che segue la vostra gravidanza.

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